I diari della motocicletta
(Diario de motocicletas, drammatico,
Argentina-Cile-Perù-USA, 2004)
di Walter Salles
con Gael García Bernal,
Rodrigo de la Serna,
Mia Maestro

Sceneggiatura
José Rivera tratta dai libri "Latinoamericana" di Ernesto Che Guevara (Feltrinelli) e "Un gitano sedentario" di Alberto Granado (Sperling & Kupfer)
Fotografia
Eric Gautie
Musiche originali
Gustavo Santaolalla
Montaggio
Daniel Rezende
Scenografia
Carlos Conti
Suono
Jean Claude Brisson
Costumi
Beatriz Di Benedetto e Marisa Urruti
Produzione Film 4 Limited
Durata 2h e 6'
(BIM)
Per la gioia dei vostri Desktop

Sinossi.
Argentina, 1952: due giovani amici, Ernesto Guevara (Gael García Bernal) e
Alberto Granado (Rodrigo de la Serna), lasciano la natia Buenos Aires per
intraprendere su una vecchia moto americana soprannominata, La poderosa, un
viaggio alla scoperta della vera America Latina. Ernesto, 23 anni, è uno
studente in medicina ancora ignaro del simbolo mondiale che diventerà molti
anni dopo, mentre Alberto che ne ha 29 è un biochimico. In questo viaggio i
due ragazzi scopriranno un continente dalla complessa e ricca topografia
umana.

Il Regista.
È Walter Salles, brasiliano, qui fotografato sul set con i suoi due giovani protagonisti. Prima dei Diari della motocicletta si è messo in evidenza con Foreign Land (1995) e Central do Brasil (1998) con il quale ha vinto l'Orso d'oro al festival di Berlino ed è stato candidato all'Oscar come miglior film straniero. Nel 2001 ha diretto con scarso successo Disperato Aprile, adattamento del romanzo "Aprile spezzato" dello scrittore albanese Ismail Kadarè.

I protagonisti.
Gael García Bernal, messicano. Prima di essere il futuro Che Guevara, è stato organizzatore di match tra cani in Amores Perros di
Alejandro Gonzalez Inarritu (2000), adolescente inquieto in Y tu mama tambien! di Alfonso Cuaron (2001), prete innamorato in I Crimini del padre amaro di Carlos Carrera (2002), travesta in La Mala Educacìon di Pedro Almodovar (2004).

Rodrigo de la Serna, argentino. Dopo tanto teatro, cinema e televisione nella sua nazione natale, I diari della motocicletta è il primo suo primo film a varcare i confini della Pampa.

Mia Maestro, argentina. Oltre a molta televisione in Argentina, Mia ha un curriculum cinematografico alquanto invidiabile: Tango di Carlos Saura (1998), lo sperimentale Timecode di Mike Figgis, Frida di Julie Taymor (2002).

Appunti di viaggio.
Il film è stato presentato in concorso a Cannes 2004. Uno dei produttori
esecutivi è Robert Redford.
La sceneggiatura scritta da Josè Rivera è basata sui libri
"Latinoamericana" del Chè Guevara (Feltrinelli) e su "Il gitano sedentario" scritto dall’amico Alberto Granado (Sperling & Kupfer) che compare in un cammeo nella scena finale del film.
Intenzione del regista brasiliano
Walter Salles (Central do Brasil) è quella di umanizzare la figura del Chè optando per il racconto di formazione: il futuro eroe del popolo latino americano è ancora un giovane come tanti, alle sue prime esperienze amorose e alla continua ricerca di cosa farà da grande, suggerendo quello che successivamente diventerà, mostrando la sua sensibilità per i poveri e gli oppressi regalando soldi a due poveri coniugi che vagano per il paese in cerca di lavoro e mostrando il cuore che mette nel curare i malati di un lebbrosario sul rio delle Amazzoni. Molto toccante la scena del discorso fatto nel giorno del suo compleanno che è poi un anticipo di quello famosissimo che farà molti anni dopo nel palazzo dell’Onu a New York.
Ricco di metafore e di panorami bellissimi (Pampa Argentina, Machu Pichu), I diari della motocicletta non sarà un capolavoro, ma sicuramente un bel film, onesto e coerente dal quale l’immagine del Chè Guevara né esce rafforzata grazie anche all’interpretazione dei due bravi giovani interpreti Gael Garcia Bernal (che rivedremo nel prossimo film di Almodovar,
La mala educacìon) e Rodrigo de la Serna.

I diari della motocicletta: Il Sito Italiano

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