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The
Hours |
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Sinossi. |
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Regista. È Stephen Daldry, inglese, classe 1960. Prima di dirigere le tre mega attrici ha diretto un bambino con la passione della danza classica: Billy Elliot (2000). |
| Le Protagoniste. |
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Nicole Kidman, classe 1967, nata alle Hawaii ma cresciuta in Australia. È stata moglie di Sam Neill in Ore 10 calma piatta (1988) di Philip Noyce; pericolosa e perfida aspirante giornalista TV in Da Morire (1995) di Gus Van Sant, una romantica donna americana in Ritratto di Signora (1996) di Jane Campion; scienziata che vive pericolosamente in The Peacemakers (1997) di Mimi Leder; moglie insoddisfatta di Tom Cruise (suo marito anche nella vita per dieci anni e dal quale ha divorziato nel 2001) nell'ultimo capolavoro di Stanley Kubrick Eyes Wide Shut (1999), sciantosa del Moulin Rouge! di Baz Luhrmann (2001), madre instabile in The Others di Alejandro Amenabar, Sposa comprata su Internet in Birthday Girl di Jezz Butterworth (2001). |
| Meryl Streep, americana, classe 1949. Il suo esordio cinematografico è del 1977 in Giulia di Fred Zinnemann. Dopodiché due Oscar e record di nomination all'ambito premio: Il Cacciatore di Michael Cimino (1978 oscar miglior film) a fianco di Robert De Niro; Moglie che divorzia da Dustin Hoffmann in Kramer contro Kramer di Robert Benton (1979 oscar miglior film e oscar attrice non protagonista); La donna del tentente francese di Karel Reisz (1981) coprotagonista con Jeremy Irons; sopravvissuta ai lager nazisti in La scelta di Sophie di AlanJ. Pakula (1982, oscar attrice protagonista); operaia in una centrale nucleare in Silkwood di Mike Nichols (1983); la scrittrice danese Karen Blixen in La mia Africa di Sidney Pollack (1986, oscar miglior film); senzatetto in Ironweed di Hector Babenco (1987); donna australiana accusata dell'omicidio della figlia in Un grido nella notte di Fred Schepisi (1988, oltre all'ennesima nomination all'oscar, vince la Palma d'Oro al festival di Cannes come miglior attrice); tranquilla casalinga italiana che si innamora di un fotografo con la faccia di Clint Eastwood in I ponti di Madison County di cui l'attore è anche regista (1995); madre di Leonardo di Caprio in La stanza di Marvin (1997); zitella irlandese in Ballando a Lughnasa di Pat o'Connor (1998); insegnante di violino nella Musica del cuore di Wes Craven (1999); scrittrice desiderosa di vera passione in Il ladro d'orchidee di Spike Jontze (2002). |
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Julianne Moore, americana, classe 1961. Dopo esordi teatrali e molta televisione esordisce nel cinema nel 1992 nell'horror Tales from the Darkside: The Movie. Inizia così una carriera di attrice straordinariamente eclettica: nel 1993 è la dottoressa di un ospedale di Chicago che aiuta Harrison Ford a scappare in Il fuggitivo di Andrew Davis; moglie incinta di Hugh Grant in Nine Months di Chris Columbus (1995); dottoressa in Jurassic Park 2 - Il mondo perduto di Steven Spielberg (1997); pornostar in Boogie Nights di P.T. Anderson (1997 nomination oscar non protagonista); pittrice vaginale in Il grande Lebowsky (1998); sorella della vittima nel remake di Psycho di Gus Van Sant (1999); mamma demente di Liv Tyler in La fortuna di Cookie di Robert Altman (1999); moglie depressa di Jason Robards in Magnolia di P.t. Anderson (2000); tormentata amante di Ralph Fiennes in La fine di una storia di Neil Jordan (2000 nomination oscar protagonista); nel 2000 è l'agente Clarice Sterling in Hannibal di Ridley Scott, pessimo sequel del Silenzio degli Innocenti. Il 2002 è indubbiamente per Julianne l'anno in cui i ruoli di casalinga anni '50 le portano fortuna:oltre a The Hours, è stata protagonista del Sirkiano Lontano dal Paradiso di Todd Haynes per il quale ha vinto la Coppa Volpi come miglior attrice al Festival di Venezia. |
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Appunti
di viaggio. |