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Sinossi.
Nell'autunno del 1957 la famiglia Whitaker, quintessenza della perfetta
famiglia borghese americana, si stabilisce nella tranquilla zona residenziale
di Hartford nel Connecticut. La loro esistenza quotidiana è caratterizzata
dalla stretta osservanza delle convenzioni sociali. Cathy (Julianne Moore)
è casalinga e aiutata dalla domestica Sybil (Viola Davis) si occupa
di allevare i loro due figli, un maschio e una femmina, che si stanno avvicinando
all'adolescenza. Frank, il marito (Dennis Quaid) è quello che lavora.
Tutto perfetto. Ma man mano che la storia procede l'intatto mondo di Cathy
si trasforma in un mondo tutt'altro che paradisiaco: Cathy scopre che Frank
ha una relazione omosessuale. Non sapendo con chi confidarsi fa amicizia
con il suo giardiniere afroamericano Raymond Deagan (Dennis Haysbert). La
donna si troverà ad affrontare scelte che stimoleranno i peggiori
pettegolezzi all'interno della moralista comunità di Hartford.
Il Regista.
È Todd Haynes, americano, classe 1961. Dall'età
di 17 anni, realizza dei cortometraggi e si fa notare nel 1987 grazie a
uno di essi intitolato Superstar: the Karen Carpenter Story del quale è
anche produttore e nel quale mette in scena delle bambole Barbie. Nel 1991
dirige il suo primo lungometraggio Poison (gran premio al
Sundance Film Festival). Nel 1994 dirige per la prima volta Julianne Moore
nell'acclamatissimo Safe mentre nel 1997 è lo scintillante Velvet
Goldmine sull'ambiente glam-rock degli anni '70. Di tutti i suoi film Todd
è anche autore della sceneggiatura.
I protagonisti.
Julianne Moore, americana, classe 1961. Dopo esordi teatrali e molta
televisione esordisce nel cinema nel 1992 in Tales from the Darkside:
The Movie. Comincia così una carriera di attrice straordinariamente
eclettica: nel 1993 è la dottoressa di un ospedale di Chicago che
aiuta Harrison Ford a scappare in Il fuggitivo di Andrew Davis;
moglie incinta di Hugh Grant in Nine Months di Chris Columbus
(1995); dottoressa in Jurassic Park 2 - Il mondo perduto di
Steven Spielberg (1997); pornostar in Boogie Nights di P.T.
Anderson (1997 nomination oscar non protagonista); pittrice vaginale in
Il grande Lebowsky (1998); sorella della vittima nel remake
di Psycho di Gus Van Sant (1999); mamma demente di Liv Tyler
in La fortuna di Cookie di Robert Altman (1999); moglie depressa
di Jason Robards in Magnolia di P.t. Anderson (2000); tormentata
amante di Ralph Fiennes in La fine di una storia di Neil Jordan
(2000 nomination oscar protagonista); nel 2000 è l'agente Clarice
Sterling in Hannibal
di Ridley Scott, pessimo sequel del Silenzio
degli Innocenti. Il 2002 è indubbiamente per Julianne
l'anno in cui i ruoli di casalinga anni '50 le portano fortuna: per la sua
interpretazione in Lontano dal Paradiso vince la Coppa Volpi
come miglior attrice al Festival di Venezia e poi nell'acclamato The
Hours di Stephen Daldry, premiato dai Critici di New York come
miglior film del 2002.
Dennis Quaid,
americano, Classe 1954. Il suo primo ruolo importante è stato in
All American Boys di Peter Yates (1979). Dopodiché
ha recitato con Scott Glenn e Ed Harris in Uomini veri di Philip Kaufman
(1983), con Cher e Liam Neeson in Suspect - Presunto colpevole
di Peter Yates (1987), con Ellen Barkin in The Big Easy di
Jim McBride (1987), con Martin Short e Meg Ryan (diventata poi sua moglie
per otto anni) in Salto nel buio di Joe Dante. Nel 1989 interpreta
il ruolo del rocker Jerry Lee Lewis in Great Balls of Fire!
Di Jim McBride, coprotagonista Wynona Ryder. Nel 1994 è con Kevin
Costner, Gene Hackman e Isabella Rossellini (solo per dirne alcuni) in
Wyatt Earp di Lawrence Kasdan che nonostante un supercast è
un sonoro fiasco mondiale; nel 1996 il suo coprotagonista è un drago
virtuale in Dragonheart di Rob Cohen. Nel 1999 recita in
Ogni maledetta domenica di Oliver Stone a fianco di al Pacino
e Cameron Diaz. Nel 2000 nuovamente in un supercast questa volta con esiti
di gran lunga migliori in Traffic
di Steven Soderbergh (oscar miglior regia).
Appunti
di viaggio.
I produttori del film si chiamano: Steven Soderbergh (Traffic,
Ocean's 11) e George
Clooney. Lo stile estetico del film con i suoi colori accesi è
ispirato ai melodrammi degli anni cinquanta di Douglas Sirk (1900-1987):
Come le foglie al vento, Lo specchio della vita
solo per citarne alcuni.
Fotografia, costumi e scenografie straordinarie. Una protagonista bravissima.
Uno stile perfettamente anni '50. Semplice constatazione, la tristezza infinita
di un film comunque capace come pochi di trattare temi ancor oggi scomodi
come omosessualità e razzismo.
Lontano
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