Il
diario di Bridget Jones (Bridget
Jones'Diary, commedia, USA/GB, 2001)
di Sharon Maguire
con Renée Zellweger, Hugh Grant, Colin Firth, Jim Broadbent, Gemma
Jones Sceneggiatura di Helen Fielding, Andrew Davis, Richard Curtis
dall'omonimo romanzo di Helen Fielding
Fotografia di Stuart Dryburgh Produzione Tim Bevans, Jonathan Cavendish, Eris Fellner
Durata: 1h e 40'
(Universal Home Video)
Sinossi.
Un anno di vita della trentaduenne single londinese Bridget Jones (Renée
Zellweger), segnato con la massima sincerità sul suo diario: le sue
lotte contro l'età, il peso, la ricerca dell'uomo ideale e l'amore
senza speranza per il suo capoufficio Daniel Cleaver (Hugh Grant), tanto
bello quanto bastardo. Conosce anche Mark Darcy (Colin Firth) che gli rimane
antipatico fin dal primo momento.
La
regista. È Sharon Maguire, inglese. Il Diario di Bridget
Jones è il suo primo lungometraggio.
I protagonisti. Renée Zellweger, americana del Texas, classe 1969. Esordisce
al cinema nel 1993 con un piccolo ruolo in Giovani, Carini e Disoccupati
di Ben Stiller. Nel 1996 è una ragazza madre di cui si innamora Tom
Cruise in Jerry Maguire di Cameron Crowe. Nel 2000 è
la testimone da proteggere, oggetto del desiderio del poliziotto Jim Carrey
in Io, Me & Irene dei fratelli Farrelly (Tutti
pazzi per Mary). Nello stesso anno è anche un'infermiera fissata
con le soap operas in Betty Love di Neil Labutte. Nel 2002
è la spregiudicata Roxie nel musical Chicago
di Rob Marshall.
Hugh Grant, inglese, classe 1960. Ha esordito sul grande
schermo nel 1982 in Privileged di Michael Hoffmann. Nel 1987
è un nobile inglese omosessuale in Maurice di James
Ivory e per questa interpretazione vince la Coppa Volpi al Festival di Venezia.
E' stato poi marito in cerca di evasione in Luna di Fiele
di Roman Polansky (1992), diplomatico in Quel che resta del giorno
di Ivory (1993), scapolo a oltranza nel successo globale Quattro
Matrimoni e un Funerale di Mike Newell (1994). Svampito libraio
londinese che imbrocca la star di Hollywood Julia Roberts in Notting
Hill di Roger Michell (1999), losco antiquario in Criminali
da Strapazzo di Woody Allen (2000). Il suo ultimo film è About
a Boy di Paul e Chris Weitz (2002).
Colin Firth, inglese, classe 1960. Ha debuttato nel 1982 in
teatro a Londra in Another Country a fianco di Rupert Everett:
l'anno dopo i due attori sarano diretti da Marek Kanievska anche nella versione
cinematografica di questo dramma teatrale. Nel 1989 è il nobile francese
Valmont nell'omonima pellicola di Milos Forman. Nel 1995 ottiene
grande successo nella serie televisiva della BBC Orgoglio e Pregiudizio
nel ruolo dell'apparentemente odioso Mark Darcy che ispirerà ad Helen
Fielding l'omonimo personaggio maschile del romanzo Il Diario di
Bridget Jones. Nel 1996 è il marito tradito da Kristin Scott-Thomas
in Il Paziente Inglese di Anthony Minghella e nel 1998 un
nobile rifiutato da Gwyneth Paltrow in Shakespeare In Love.
Appunti
di viaggio. Non è stato facile trovare la protagonista della versione
cinematografica del romanzo culto di Helen Fielding (5 milioni di copie
vendute).
Il Casting inizia nel 1998: il ruolo viene offerto a Kate Winslett, Helena
Bonham Carter e Emily Watson. Tutte e tre rifiutano. Voci di corridoio fanno
i nomi dell'americana Cameron Diaz (poi fortunatamente scartata) e dell'australiana
Cate Blanchett (Elizabeth, The Gift). Poi la produzione opta per l'americana,
nonchè texana, Renée Zellweger, scelta che inizialmente fa
indignare tutti i britannici. L'attrice, se ne infischia delle critiche
e ci da dentro per prepararsi al personaggio della single londinese: si
trasferisce a Londra dove va a lavorae in una casa editrice sotto il nome
di Bridget Jones. Fa completamente suo l'accento londinese e come l'eroina
del romanzo ingrassa di 20 chili. Il risultato? La peggior critica è
stata che Renée parla l'inglese meglio di un'inglese!
Effettivamente il punto di forza del filme è indubbiamente la bravissima
Renée Zellweger. Il film ha episodi esilaranti come la festa per
la presentazione di un fittizio libro intitolato La motocicletta di
Kafka (che molto probabilmente nessuno comprerà) e dove la simpatica
Bridget/Renée nel tentativo di rendersi interessante agli occhi del
capo Hugh Grant fa solo un gran casino e ad una festa di parenti dove per
un equivoco si presenta vestita da coniglietta di Playboy.
Però nel complesso il libro resta superiore al film nel quale lo
spirito del primo svanisce probabilmente per esigenze di mercato, soprattutto
di quello americano.
Per quanto riguarda gli interpreti maschile Colin Firth è perfetto
nel ruolo dell'ingessato avvocato londinese di successo che ambirebbe a
lasciarsi andare. Incolore, Hugh Grant, non molto credibile come capoufficio
sciupafemmine. Molto meglio nei ruoli di svampito che l'hanno reso celebre.