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Sinossi.
San Diego, 1973: William Miller (Patrick Fugit) è un quindicenne appassionato
di rock che aspira a diventare un giornalista musicale. Invia del materiale
alla rivista Rolling Stone che ignara della giovane età di William decide
di fargli realizzare un'intervista col gruppo dei Clearwater che il ragazzo
dovrà seguire in tour per tutti gli Stati Uniti. Nonostante la madre Elaine
(Frances McDormand) si opponga, l'adolescente parte con la band che
ha al suo seguito anche un gruppo di assatanate groupies (le fans
che seguono i gruppi in tour). Tra di esse c'è l'avvenente Penny Lane
(Kate Hudson) per la quale William perde la testa, ma che però lei
non se lo fila neanche un po' essendo completamente persa per il chitarrista
Russell (Billy Crudrup). A complicare ulteriormente le cose c'è la difficoltà
a intervistare i Clearwater troppo impegnati con sesso, erba e birra.
Appunti
di viaggio.
Il film ha vinto l'Oscar come miglior sceneggiatura originale mentre
Kate Hudson ha vinto un Golden Globe come miglior attrice
non protagonista.
Cameron Crowe (Singles, Jerry Maguire, Vanilla
Sky) dirige un film in parte autobiografico essendo stato veramente
in giovanissima età giornalista per Rolling Stone. Crowe si muove
in un mondo che conosce bene: quello spietato dello show business e dei
pessimi rapporti tra musicisti e stampa. Inoltre la tematica è senz'altro
attuale anche se il film è ambientato negli anni '70. Per buona parte
l'impresa riesce. Poi le lenti rosa dello Studio di Hollywood che produce
(la potente Dreamworks di Steven Spielberg)
filtra tutto facendo prevalere i soliti buoni sentimenti all'americana come
l'amicizia e l'amore che poco hanno a che fare con lo show business. Un
po' più di vetriolo non avrebbe guastato.
Nel cast spicca senz'altro la bravissima Frances McDormand
(Oscar nel '97 per Fargo) che ci regala un fantastico ritratto
di madre; invece la Hudson è semplicemente insopportabile, mentre Patrick
Fugit è un po' troppo imbambolato.
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